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Discussione: i salvataggi liberi hanno ucciso il Game Over?
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Discussione: i salvataggi liberi hanno ucciso il Game Over?

by adminGiu 29, 2018

L’altro giorno stavo sfogliando il catalogo di titoli per Super Nintendo presenti sulla Virtual Console insieme ad un ragazzo del 2000 e tra una lacrimuccia e l’altra, il giovane ha detto una cosa che mi ha fatto pensare molto su come le generazioni attuali siano abituate a trovare nei videogiochi moderni una serie i feature che una volta erano tutt’altro che scontate.

La frase in questione era: “come mai Nintendo ci tiene a precisare che su tutti questi giochi del vecchio Snes è possibile salvare in qualsiasi momento e ricominciare esattamente da dove ci si era interrotti?”

Chi, come me, proviene dall’era delle cartucce ricorderà benissimo che nel periodo 8bit e 16bit i “salvataggi” si traducevano, quando si era fortunati, nello scrivere su un pezzo di carta una serie di password che permettevano di riprendere il gioco dall’inizio del livello a cui si era arrivati.

Questo era dovuto principalmente ad una questione di risparmio in quanto un salvataggio non è altro che la registrazione di alcuni dati su una pila e per evitare di doverne inserire una in ogni cartuccia prodotta, gli sviluppatori utilizzavano altri espedienti.

flashback schermata password

Flashback è un esempio di gioco che richiedeva le password per ricominciare da un determinato livello

Addirittura alcune case produttrici di videogiochi, per ovviare al problema che molti giocatori vedevano solamente pochi livelli del gioco perchè impossibilitati ad avanzare a causa della fine delle vite di scorta, si inventavano delle scorciatoie che permettessero di saltare da un livello all’altro; l’esempio più calzante di questo tipo è quello dei tubi di Super Mario Bros.

Con lo sviluppo della tecnologia e l’avvento delle memory card e degli hard disk anche su console, questi tipi di problemi sono stati pian piano cancellati e la possibilità di salvare in determinati luoghi oppure in qualsiasi momento è diventata un’opzione ormai scontata nei giochi moderni.

Ormai possiamo chiudere un gioco in qualsiasi momento sapendo che, grazie ai checkpoint, al massimo dovremo rifare un pezzo tra due punti di salvataggio automatico mentre un tempo avremmo dovuto rifare un intero livello (e in alcuni casi l’intero gioco).

Di fatto nei videogiochi moderni il Game Over, pur essendo un simbolo fortemente legato al mondo dei videogiochi, non esiste quasi più.

Sul Super Nintendo morire a metà di un boss significava, se avevi finito tutte le “vite”, essere riportato ad una schermata iniziale del titolo con la classica schermata nera “Game Over”, ora invece veniamo riportati ad un molto più rassicurante “Continua” e ad un instante prima di iniziare il combattimento.

Questo è uno dei motivi per cui quando rigiochiamo un titolo retrò oggi lo troviamo incredibilmente difficile, quasi frustrante, mentre al tempo ci sembrava la norma e ad ogni livello finito si stappava una bottiglia.

Ed è anche il motivo per cui su tutti gli emulatori moderni viene inserita la possibilità di salvare in qualsiasi momento, andando a snaturare profondamente la natura stessa dei giochi retrò che non possono rivaleggiare con quelli attuali in varietà di gameplay, ma che erano in grado di farti sentire veramente bravo quando riuscivi a finirne uno.

Pensate alla fama che ha raggiunto la serie dei Souls  che offre una sfida molto più impegnativa della maggior parte degli altri titoli a cui tantissimi giocatori moderni non sono assolutamente abituati e che quelli più esperti hanno molto probabilmente dimenticato.

La verità è che l‘introduzione dei salvataggi liberi  ha influenzato il gioco in un modo che i progettisti non avrebbero mai potuto prevedere.

dark souls

Dark Souls è un gioco divenuto noto per la sua difficoltà, con checkpoint spesso distanti tra loro. Caratteristica tipica di un titolo retrò

Anche il più difficile dei giochi può essere completato in quanto il fallimento viene rimosso.

Giocare a “Mega Man” su una cartuccia è un’esperienza difficile, con boss brutalmente duri e salti imperdonabili e da calcolare con precisione. Giocare con i salvataggi liberi rende tutto più semplice, in quanto è possibile salvare dopo ogni salto e ricaricare semplicemente se si sbaglia. Con la difficoltà del gioco “castrato”, il finale di “Mega Man” può essere visto in un’ora o giù di lì.

La difficoltà di un titolo viene ormai “forzata” direttamente dal programmatore, inserendo un numero maggiore di nemici, impostando delle variabili in modo che siano più complicati da sconfiggere ecc… e non è più intrinseca nel concetto stesso di completamento del gioco.

Ovviamente questa evoluzione è anche dovuta all’ampliamento delle dimensioni di un videogioco moderno, dove non è pensabile costringere un giocatore a ricominciare tutto da capo ogni volta, ma è indubbio che rispetto a un tempo la soddisfazione di finire un gioco è decisamente minore, almeno per chi come me aveva un raccoglitore apposta dove conservare con cura le password di accesso ai livelli avanzati!

La morte del Game Over è passata abbastanza inosservata e solamente confrontando le esperienze di generazioni diverse si capisce cosa abbiamo perso nei giochi attuali, ma se questa tendenza al rendere tutto più facile sia un bene o un male non lo saprei dire.

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admin
Ciao e benvenuti sul portale di Retrogaming-Italia! Sono un videogiocatore e appassionato di console sin dal 1990, anno in cui mi regalarono il primo NES. Da allora non ho mai smesso e ora cerco di migliorare il panorama del retrogaming italiano
  • Lug 25, 2018 at 2:00 pm

    Personalmente gioco spesso (nonostante abbia più di 300 giochi comprati su steam e varie) e sempre più spesso ai giochi della mia infanzia (sono del 76′), si effettivamente sono difficili ma il divertimento è proprio riuscirci dopo decine e decine di tentativi… senza contare la fissa di finire il tutto con un credito…
    Onestamente dei 300 titoli che possiedo saranno si e no una decina quelli che rigioco ogni tanto… mentre al momento dei buoni e vecchi arcade ancora non mi sono stancato… veloci, difficili e perfetti per riempire dalla mezz’oretta all’oretta senza castrarmi la vita reale.

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