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Frostpunk, recensione dello strategico indie che gela il sangue
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Frostpunk, recensione dello strategico indie che gela il sangue

by Dicembre 18, 2018

Già da qualche anno il mondo dei titoli indie è capace di proporre dei giochi che spiccano per originarietà rispetto anche a molti titoli tripla A, che diciamocelo,  stanno vivendo un periodo di “stanca” fatto di seguiti e remastered varie.

Frostpunk è esattamente uno di quei giochi, sviluppato in sordina e senza pomposi annunci, capace di offrire però un’esperienza che non provavo da tempo e senza rinunciare ad una cura grafica di alto livello.

Il gioco è disponibile solo per Pc e lo potete trovare su Steam o su altri siti che vendono copie digitali.

Uno strategico che mette ansia

Frostpunk è, sotto tutti gli aspetti, un gioco strategico/gestionale in cui dovrete amministrare una città sorta attorno ad un generatore di calore, cercando di mantenere in vita i suoi abitanti e proteggendoli da freddo, fame e altre calamità.

Il gioco è ambientato in un universo steampunk alternativo in cui, verso la fine del 1800, una terribile glaciazione ha colpito il nostro pianeta costringendo gli abitanti delle città ad abbandonarle in cerca di nuovi luoghi in cui vivere.

Nei panni del comandante di un gruppo di persone fuggito da Londra dovrete edificare una nuova casa per il vostro gruppo, tenendo bene a mente le necessità e le richieste della popolazione onde evitare l’aumento del mal contento.

Proprio la micro gestione della città è il vero fulcro del gioco, in quanto dovrete studiare attentamente dove costruire gli edifici civili, in modo che abbiano accesso a fonti di calore e svaghi, ma anche organizzare tutta la catena produttiva che parte dalla raccolta di cibo e carbone a cui si aggiungono altre risorse utili alla costruzione a al miglioramento delle strutture cittadine.

frostpunk-esplorazione
Esplorare i dintorni della città sarà fondamentale per trovare nuove risorse

Non pensiate però che basti un’accurata pianificazione perchè vi renderete presto conto che la risorsa di cui sarete sempre in carenza sarà quella di persone, necessarie a far funzionare le fabbriche o a cacciare. 

A differenza di altri gestionali infatti non arriverete quasi mai a costruire una “città autonoma” ma anzi dovrete continuamente spostare personale per far fronte alle avversità che il gioco vi pone davanti: è previsto un improvviso calo della temperatura? Spostate risorse a spalare carbone. Nuovi profughi hanno consumato troppo cibo? Togliete persone dalla sorveglianza della città e mandatela a cacciare.

Insomma non avrete mai un minuto di pausa, salvo voler vedere aumentare i morti per freddo o per fame

Far fronte alle diverse necessità può volere dire anche dover prendere decisioni tragiche, il che vi porterà ad esplorare un secondo punto a favore del gioco: le scelte morali.

Despota, santone o nuovo Tesla?

Governare una città circondata dal ghiaccio con solo macchine a vapore a supportarvi sarebbe già una sfida abbastanza impegnativa se non doveste anche far fronte allo sviluppo “umano” della vostra comunità.

Durante il gioco vi troverete infatti a dover scrivere un libro di leggi che fungerà da nuovo ordine legislativo per la città, governandone fattori quali: dove seppellire i morti? In un cimitero, consentendo alle persone di saltare ore di lavoro per la sepoltura, o in una fossa nel ghiaccio, sfruttando magari in seguito questi corpi come fonte di cibo? O anche dove far lavorare i bambini? Nelle mense a distribuire il cibo o anche nelle miniere?

Frostpunk scelte morali
Ogni scelta avrà dei pro e dei contro

Ognuna di queste scelte, e ce ne sono moltissime che potete fare, avrà delle ripercussioni sia sule tipo di strutture che potrete costruire, sia su due fattori che indicano la soddisfazione della popolazione, chiamati “Speranza” e “Malcontento“.

Più è alta la speranza e più le persone saranno disposte a seguirti, più aumenta il malcontento e più rischierai una rivolta. 

Il bello è che ogni scelta che farete non sarà semplicemente giusta o sbagliata ma avrà sempre dei pro e dei contro in modo da costringervi a pensare più sul lungo tempo e guidandovi verso una strada che vi porterà ad assumere il ruolo di dittatore, capo di una religione o nuovo illuminato.

Morirò di freddo ma con ottima musica e una vista da sballo

Analizzando prettamente gli aspetti tecnici, Frostpunk si rivela nettamente superiore ad altri titoli indie, mostrando una grafica pulita, funzionale e che non sfigura con altre produzioni più blasonate.

In particolare bisogna riconoscere agli sviluppatori una cura quasi maniacale nel riprodurre su schermo la vita di una città costruita nella neve, con le persone che andando a lavorare smuovono la neve lasciando tracce che vengono poi, a loro volta, cancellate dallo scioglimento dovuto a fonti di calore costruite nelle vicinanze.

Oppure i movimenti dei cittadini quando si recano al pub o nelle arene di lotta o dei cacciatori quando si avventurano nel  freddo perenne in cerca di cacciagione.

Frostpunk grafica
La città è riprodotta in modo meraviglioso

Vanno poi menzionate le varie scene di intermezzo, disegnate a mano, utilizzate per mostrare alcuni fatti particolarmente importanti che avvengono durante la trama del gioco. 

Veramente ottimo anche il comparto sonoro, con musiche che sottolineano perfettamente lo stato di costante ansia che permea tutto il gioco e con effetti sonori che riproducono correttamente i movimenti di apparecchiature a vapore e a carbone.

Un’esperienza maestosa e con richiami gloriosi

Se dovessi accostare Frostpunk ad un gioco del passato direi che quello che ci si avvicina maggiormente è il vecchio Caesar III (a cui per fortuna viene aggiunto un sistema di gestione delle strade molto più funzionale) o un più recente Tropico per tutto quello che riguarda la gestione della città.

A differenza del titolo di Sierra non avrete però gestione di alcuna forza militare in quanto è totalmente assente il fattore bellico, cosa che potrebbe non piacere a tutti, ma vi assicuro che avrete così tante cose da fare che questa mancanza si sente davvero poco (e d’altronde si sposerebbe male con l’ambientazione proposta).

La trama del gioco si sviluppa in compiti da portare a termine che vi faranno avvicinare sempre di più a comprendere la causa della glaciazione e vi condurranno alla sopravvivenza o alla morte della vostra comunità.

Pur non vantando una scrittura da Oscar, il dipanarsi della storia e l’esplorazione delle terre che circondano la città vi porteranno via almeno 30 ore di gioco, trascorse in un mondo ghiacciato  a metà tra un racconto di Jule Verne e Fallout.

Positivo

La gestione della città è divertente e adrenalinica
Ottima grafica e comparto audio
Trama interessante
Buona rigiocabilità grazie alla possibilità di fare scelte significative

Negativo

Nelle fasi avanzate perde un pò di mordente
Solo in inglese

Voto
Voto redazione
Voto utenti
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Trama
84%
Grafica
93%
Longevità
86%
Supporto Audio
92%
Prezzo
95%
71%
Gameplay
90%
IA
90%
In Breve

Un gioco che farà felici i fan dei vecchi gestionali che vogliono dedicarsi totalmente alla microgestione di una città steampunk ma che potrebbe non piacere ai più avvezzi alla gestione militare

90%
Voto redazione
71%
Voto utenti
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admin
Ciao e benvenuti sul portale di Retrogaming-Italia! Sono un videogiocatore e appassionato di console sin dal 1990, anno in cui mi regalarono il primo NES. Da allora non ho mai smesso e ora cerco di migliorare il panorama del retrogaming italiano

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Trama
Grafica
Longevità
Supporto Audio
Prezzo
Gameplay
IA